Le grandi aziende Usa continuano a investire nel fotovoltaico: oltre 1 GW nel 2019

10 Giugno 2020

Le multinazionali americane – con i colossi del web in prima fila: Apple, Amazon e altri – puntano sempre di più sul fotovoltaico per arrivare al 100% di energia rinnovabile.

Secondo i dati diffusi dalla lobby americana del settore FV, la SEIA (Solar Energy Industries Association), nel 2019 le grandi compagnie americane hanno installato oltre 1,2 GW di nuovi impianti solari di taglia commerciale negli Stati Uniti.

La cifra include sia gli impianti on-site (installati a terra o su tetto nello stesso luogo in cui avviene il consumo, ad esempio sui capannoni di un centro commerciale), sia gli impianti off-site (installati invece in aree lontane dai centri di consumo).

In totale, le multinazionali Usa hanno installato finora più di 8,3 GW di fotovoltaico con più di 38.000 impianti in tutto il paese.

In testa c’è Apple con quasi 400 MW (vedi nella foto edificio con fotovoltaico nella Silicon Valley).

E ricordiamo che Apple – che già utilizza elettricità 100% rinnovabile nelle sue sedi in tutto il mondo – ha annunciato lo scorso luglio il nuovo impegno per il clima: azzerare la sua impronta di carbonio in tutta la filiera produttiva entro il 2030, riducendo le emissioni di anidride carbonica e compensando quelle rimanenti, ad esempio con progetti di riforestazione e tutela di ecosistemi.

Al secondo posto della classifica della SEIA c’è un altro gigante del web, Amazon, con 369 MW di fotovoltaico, seguito da Walmart (331 MW), come mostro il grafico sotto.

Amazon, in particolare, punta al 100% di rinnovabili al 2030, con la possibilità di raggiungere il traguardo già nel 2025.

Nei mesi scorsi ha annunciato che aggiungerà 615 MW di progetti fotovoltaici in diversi paesi, con tre installazioni di grandi dimensioni negli Stati Uniti (ad esempio arriverà un mega-parco in Ohio da 200 MW).

Intanto Google (245 MW di fotovoltaico nella classifica della SEIA) ha lanciato la seguente scommessa tecnologica: utilizzare energia elettrica 100% rinnovabile per tutte le sue attività, h24 e sette giorni su sette (24/7 carbon-free electricity supply), in ogni parte del mondo, entro il 2030.

Dal 2017 Google sta coprendo i suoi interi consumi elettrici annuali acquistando un corrispondente ammontare di energia elettrica verde (eolica, solare).

Il punto, però, è che l’energia fisicamente consumata da Google, poniamo ad esempio in un centro elaborazione dati in India, è sempre quella prelevata dalla rete elettrica locale (quella indiana in questo caso), prodotta da una varietà di fonti energetiche, compreso magari anche il carbone.

Quindi si tratta di un’operazione virtuale, regolata da contratti PPA (Power Purchase Agreement), che consiste nell’acquistare, da diversi fornitori, una quantità complessiva di energia elettrica pulita da impianti off-site che corrisponde ai propri consumi.

L’energia è generata da impianti eolici-solari che possono essere anche molto distanti dai centri elaborazione dati di Google, cioè dai luoghi fisici di consumo finale.

Il concetto 24/7 carbon-free va ben oltre: l’obiettivo è usare sempre e solo elettricità a zero emissioni in tempo reale, in ogni momento e in ogni luogo.

Per farlo, Google investirà non solo in grandi impianti eolici e fotovoltaici, ma anche in sistemi per l’accumulo energetico (grandi installazioni di batterie) e in tecnologie di intelligenza artificiale per ottimizzare la domanda elettrica in base a differenti parametri, come la disponibilità in tempo reale di energia generata dalle fonti rinnovabili, le condizioni meteorologiche, i consumi dei diversi centri di calcolo di Google nel mondo.

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